Con il progetto Nido Pininfarina ha scelto di ripensare la metodologia del processo di design automobilistico a 360 gradi. Questo concetto è stato sviluppato attraverso un’intensa collaborazione fra il design e l’ingegneria, due poli spesso opposti, ma che in questo progetto sono stati integrati per arrivare a creare un’automobile attraente, piccola e sicura. Focalizzando e ridefinendo i differenti approcci su un unico obiettivo sono state scoperte soluzioni innovative nella sovrapposizione di punti di vista estetici e tecnici. Nido conferma quindi l’abilità di Pininfarina nel combinare i desideri dell’utente con la fattibilità tecnica necessaria a realizzare un progetto. Un’azienda, dunque, in grado non soltanto di innovare oggi, ma di fornire soluzioni per un domani migliore. Pininfarina ha coperto con alcuni brevetti le soluzioni innovative di Nido in tema di sicurezza.

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Quando si parla di sicurezza è importante non considerare solo gli effetti del crash sulla singola vettura. I problemi di compatibilità tra veicoli con massa ridotta e veicoli con massa elevata stanno diventando basilari nell’engineering della sicurezza automobilistica. Questa considerazione è sempre più valida se osserviamo gli attuali sviluppi delle autovetture, che tendono a diventare più grandi e pesanti. In questo contesto la sicurezza di un’auto piccola e leggera diventa sempre più rilevante, oltre che critica. Per questi motivi il progetto Nido si concentra sullo stu­dio e la prototipazione di nuove solu­zioni che coinvolgono sia l’aspetto strutturale che quello di design di una piccola vettura a due posti, con l’obiettivo di incrementare la sicurezza non in funzione della massa ma attraverso un nuovo principio.

Nido è composto da tre elementi principali:

- un telaio, la cui massa è pari ai due terzi circa di quella del veicolo e alloggia tutte le componenti tecniche, come le sospensioni anteriori e posteriori, il motore, ecc... Questo telaio è composto da una parte anteriore deformabile e da una cellula rigida attorno agli occupanti;

- un guscio per gli occupanti, che conta per circa un terzo della massa del veicolo. Si tratta di una slitta in grado di scorrere orizzontalmente su una guida centrale all’interno della cellula rigida;

 

- la cellula rigida e la slitta sono collegati in condizioni normali dal terzo elemento, costituito da due assorbitori che agiscono da dissipatori di energia e sono dimensionati con una rigidezza adeguata, mediante l’unione di tre blocchi di honeycomb di diversa densità.

La validazione del principio di funzionamento del sistema cellula rigida/assorbitore di energia in honeycomb/slitta è stata effettuata attraverso la realizzazione di modelli virtuali semplificati, simulando diverse tipologie di crash. Il progetto si è concluso con la costruzione di due “muletti” per verificare la corrispondenza tra il modello fisico e quello virtuale, la realizzazione di un prototipo in scala 1:1 e lo studio di fattibilità industriale con l’obiettivo di produrre 20.000 unità all’anno.

Lunghezza    2890 mm

Larghezza    1674 mm

Altezza   1534 mm

Massimo movimento slitta in avanti      350 mm

Massimo movimento slitta indietro   120 mm

Passo  2068 mm

Carreggiata anteriore  1363 mm

Carreggiata posteriore  1457 mm

Pneumatici anteriori  175/45 16²

Pneumatici posteriori        205/40 16²

Carrozzeria  composita, telaio inox

Trazione   posteriore, motore posteriore

Cambio  automatico

Immaginare e anticipare le esigenze

Nido nasce dalla tradizione Pininfarina di attuare continui investimenti in programmi di ricerca e sviluppo per affrontare rapidamente e metodicamente i problemi che di volta in volta sorgono nell’industria automobilistica. Durante la crisi energetica degli anni ’70, per esempio, l’industria si concentrò sull’aerodinamica e sulle fonti alternative di energia per ridurre il consumo di benzina: Pininfarina rispose sviluppando il prototipo CNR Energetica 1, forma di carrozzeria aerodinamica ideale, e la vettura elettrica Ecos. Negli anni ‘80 la ricerca sfociò nella costruzione di alcuni prototipi realizzati con materiali nuovi e più leggeri, metallici e compositi. Gli anni ’90 testimoniarono una più approfondita coscienza dei problemi ambientali, una maggiore ricerca nel campo dei materiali riciclabili e dell’ergonomia. Recentemente Pininfarina ha rivolto la sua attenzione alla ricerca di veicoli elettrici ed ibridi che, con abitacoli modulari e dimensioni ridotte, rispondono anche ai problemi della circolazione cittadina e di medio raggio. La Nido, invece, ha affrontato un altro tema critico dell’industria automobilistica, quello della sicurezza.

Con il progetto Nido si è sviluppata una forte sinergia tra le varie funzioni aziendali coinvolte ed è stata messa pienamente a frutto l’esperienza Pininfarina nello sviluppo virtuale del prodotto, con l’elaborazione di calcoli strutturali per analisi statiche e dinamiche, analisi di crash strutturali e biomeccaniche, analisi acustiche e vibrazionali. Hanno collaborato al progetto alcuni partner: il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il centro Inox, il CSI, Dow e PI Technology.

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